La Fiducia - puoi decidere, è una una questione di preferenza

I drivers nella creazione del rapporto di fiducia

 

Ricordo con grande piacere un invito alla lettura di un saggio da parte di un HR Manager con il quale stavamo progettando un nuovo intervento formativo in una bella e grande Azienda con la quale ho avuto la fortuna di collaborare, per diversi anni. Spero che la visione di questa mia pagina attrarrà la sua attenzione.

Ad ispirare l’inizio della progettazione fu la riflessione di cosa sia la Fiducia ed un noto libro di letteratura storico-economica ci aiutò ad esplorare un innovativo significato:

Allegro ma non troppo – di Carlo M. Cipolla

Cipolla – Storico dell’economia Italiana – conduce attraverso il suo saggio umoristico sulla stupidità umana, a percorrere i principi fondamentali delle modalità di agire degli umani e come attraverso profonde osservazioni sia possibile valutare quali siano le azioni stupide e le azioni intelligenti.

La Fiducia - puoi decidere, è una una questione di preferenzaGli individui – dice Cipolla – “sono caratterizzati da differenti gradi di propensione a socializzare, come Aristotele insegna, gli uomini si muovono in gruppi sociali, ci sono infatti più sposati che scapoli o nubili e che alla parola solitudine viene normalmente attribuita una connotazione negativa, siamo per questo degli animali sociali”.

Che apparteniamo ad un tipo eremita o ad un tipo mondano, ci troviamo sempre a trattare con la gente, anche se con diversa intensità.

Ci si pone sempre in relazione con altri esseri umani anche evitandoli. Ciò che posso fare per un individuo o per un gruppo sociale rappresenta un “costo/opportunità”, cioè un guadagno mancato per una persona od un gruppo.

La morale è che ognuno di noi ha una sorta di conto corrente con ognuno degli altri.

Da qualsiasi azione o non azione, ognuno di noi trae un guadagno o una perdita e lo stesso lo determina per gli altri.

La bella e curiosa domanda che pone Cipolla, attraverso questa analisi sul Sistema Sociale, è:

“Chi sono gli Intelligenti? La persona intelligente è colui o colei che nel compiere un’azione procurerà un vantaggio a Sè stessa e agli Altri nel Sistema Sociale nel quale agisce”.

Penso che questa saggia analisi dello storico ci possa introdurre alla riflessione su come si crea un rapporto di fiducia e sul motivo per cui decidiamo di concederla.

La decisione appartiene al nostro modo di leggere i contesti e gli interlocutori che ci troviamo davanti.

La rielaborazione neurologica attraverso la quale arriviamo a decidere se fidarci o no, segue un preciso schema di convinzioni personali che poggiano su drivers emotivi.

Ma cosa ne sappiamo di questo schema e di questi drivers? Spesso non ne siamo consapevoli, perchè la rielaborazione del nostro bio-computer (o cervello) decide in modalità inconscia.

  • Cosa passa di Te al tuo interlocutore?
  • Cosa percepisce della tua comunicazione?
  • Cosa c’è tra voi due?
  • Chi vince? Chi perde?
  • Chi sopravvive? Chi ha successo?

Domande come queste spesso ci portano a decidere attraverso l’istinto emotivo e velocemente a cosa dire Sì e a cosa di No, ora, subito.

Vi invito ora a simulare di essere con me in una sessione di coaching e vi propongo una domanda:

Quanto sappiamo della decisione che stiamo prendendo e quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Una domanda come questa può aprire e far esplorare un nuovo livello di coscienza: su quanto siamo consapevoli della scelta, ossia se siamo asserviti ad una schema emotivo, oppure stiamo scegliendo attraverso una preferenza consapevole, che può portare dei vantaggi a me, al contesto ed al mio interlocutore.

La scelta di dare fiducia a livello di preferenza consapevole, conduce a creare un rapport di scambio reciproco conveniente e di alta messa in gioco: tutti coloro che vogliono trasmettere presenza e “giocare il game al tavolo delle decisioni” puntano sulla carta della fiducia con intenzione positiva.

“Conviene avere fiducia non perchè siamo ingenui ma perchè costa meno in termini di tempo, denaro, ansie e sospetti: e se per caso la nostra fiducia venisse tradita, questo accadrà una volta sola”. (Carlo M. Cipolla)

Alla prossima pagina!