BoB & Performance

Il modello BoB Coaching è un viaggio di evoluzione e non ha niente a che vedere con il ricevere istruzioni o insegnamenti.

Riguarda in misura uguale, se non maggiore, il modo in cui fare le cose, rispetto a quali cose fare.

Nel Modello BoB l’obiettivo fondamentale è migliorare la PERFORMANCE.

Attraverso la mia esperienza di Coach le persone che ricevono Coaching acquisiscono dati e modalità di sviluppo di nuove abilità e comportamenti non perché le si dicono o le si insegnano le cose, ma perché le scoprono interiormente attraverso la creazione di un processo di stimolo consapevole di analisi e di esplorazione.

Per la creazione del Modello BoB mi sono ispirata allo studio di Grandi Coach che hanno segnato e scritto la storia del processo di Coaching e che per primi l’hanno sperimentato nel campo, prima nello sport e poi nelle organizzazioni aziendali. A 40 anni di distanza, tra coloro che hanno lasciato un segno indelebile, voglio citare Timothy Gallwey, studioso di scienze della formazione presso Harvard ed esperto di Tennis. Gallwey lanciò la sua sfida nel 1974 con il libro intitolato “Il Gioco Interiore nel Tennis” – The Inner Game model, presto seguito in altri volumi dedicati allo sci e al golf.

La parole “inner” (interiore) viene utilizzata per indicare lo stato interiore del giocatore o, per usare le parole di Gallwey, il fatto che “ l’avversario nella propria testa è più formidabile di quello dall’altra parte della rete”.

L’essenza dell’attività di un Coach è quella di sostenere una persona (o Team) a rimuovere o ridurre gli ostacoli interiori attraverso la costruzione di un ponte di nuovo apprendimento sperimentale, che  condurrà la persona a manifestare inaspettate abilità naturali: il suo vero potenziale.

La mia scoperta e che ho applicato al Modello BoB è che: è già tutto presente dentro di noi! L’affascinante viaggio nel processo di Coaching è esplorare quali siano gli ostacoli che non permettono la realizzazione di performance eccellenti.

Il nuovo approccio di apprendimento moderno offerto dal Coach a coloro che vogliono migliorare nelle loro performance, non sta nel fornire input tecnici di regole o paradigmi, ma produrre attraverso un solida partnership di coaching tra Coach e Coachee input di qualità, che trasformi gli ostacoli individuali ed ampli la prospettiva di crescita, che è unica per ogni persona.

Cosa facciamo durante il viaggio di Coaching? Esploriamo e ricerchiamo obiettivi focalizzati per migliorare le performance (P) facendo crescere il potenziale (p) e diminuendo le interferenze (i).

Fig. 1 Equazione del gioco interiore – T. Gallwey’s Model

Performance  = potenziale – interferenze       P = p – i

Cosa sono le interferenze? Per rispondere a questa domanda vi racconto la mia esperienza.

Attraverso la mia partecipazione all’interessante di The Inner Game Conference della IG Institute, ho avuto la possibilità di toccare da vicino cosa significa osservare le nostre interferenze interiori.

Le interferenze sono le resistenze, le convinzioni limitanti che spesso intimidiscono più di quelli esteriori!

Ho portato alla mia vita attuale questo significato e la mia mente è ritornata alla mia giovane età, quando per molti anni ho praticato fino all’adolescenza, la disciplina sportiva di ginnastica artistica.

Ogni giorno mi allenavo con grande passione nella palestra sotto casa. Pensando alle mie belle performance di quegli anni, ho ricordato che cosa mi portava ogni giorno ad apprendere l’abilità creativa e tecnica con estrema velocità ed armonia interiore: era il coraggio e la motivazione di creare perfezione in ogni esercizio che sperimentavo, senza mettere limiti alle mie performance. Il pensiero viaggiava veloce: lo vedo, lo sento, lo voglio, lo faccio!

La circolarità del mio pensiero era fluida e non incontrava ostacoli di giudizio, la mia motivazione intrinseca era capace di supportare ogni mio apprendimento attraverso la sperimentazione continua di nuove performance. I modelli di pensiero dei miei 10 anni di vita erano semplici e mi permettevano di creare ponti per performance sfidanti.

Le interferenze sono strutture che sono arrivate in età matura e sono le convinzioni alle quali ho deciso di credere, nelle esperienze e lungo le varie fasi che la vita mi ha posto davanti.

Nel mio lavoro di Coach mi sono ispirata allo studio del modello di Gallwey in quanto penso che sia una valida chiave di accesso per conoscere Chi siamo e la direzione alla quale tendere per la nostra realizzazione. Nel mio stile di Coaching offro alle persone la possibilità di osservare, ricercare, scoprire e conoscere le proprie interferenze, allo scopo di liberare l’essenza potenziale nascosta dalle sovrastrutture di pensiero lento, che il tempo e le esperienze hanno creato. Guardando e riconoscendo le convinzioni limitanti è possibile attraverso un processo di osservazione consapevole, ristrutturare e creare opportunità di crescita e miglioramento continuo, connettendosi a risorse interne naturali presenti in ognuno, che possono essere state le uniche vere responsabili di alte performance, forse in un tempo giovane, nel quale il pensiero viaggiava in armonia con le proprie azioni.

Nella mia vita il viaggio continua attraverso continue sfide che inserisco nella mia esperienza umana e professionale, in qualità di Coach. In età adulta mi sono appassionata all’attività del Running e attraverso questo sport che pratico come hobby ho sfidato chilometri da percorre in strada come metafora per la mia crescita. L’obiettivo ambizioso è stato allenarmi per correre la mia 1° Maratona di 42 km a Berlino, nel Settembre 2016. Lo scopo motivazionale che mi ha condotta a correre per 4h e 11 minuti per arrivare all’obiettivo è stato innanzi tutto perché lo volevo ed ero curiosa di sperimentare il superamento dei miei limiti di fronte ad un’esperienza così intensa e impegnativa, mai vissuta prima.

Le interferenze e le resistenze che la mia mente mi proponeva ad ogni passo lungo la gara, le ho accolte e tenute con me nel lungo percorso, ho deciso di stringere con loro un’alleanza che trasformava la mia fatica in uno stimolo utile che mi spingeva avanti nei chilometri, a superare i miei limiti. Quando nel dialogo interno i pensieri interferivano con la mia volontà e indebolivano le mie gambe, ripetevo loro una frase che non mi abbondona più di fronte ad ogni sfida: volete vedere che riusciamo ad arrivare al traguardo e che questa sfida la superiamo insieme?

Il traguardo: la Porta di Brandeburgo a Berlino è arrivata al 42° km, la mia Performance realizzata! Attraverso le mie interferenze come “compagne di viaggio” ho capito che senza di loro non ce l’avrei mai fatta: ogni Performance ha il sapore di una sfida nuova, di nuovo apprendimento, che mai avevi sperimentato prima nella tua vita, loro sono lì per ricordarti Chi Sei e come puoi innovare la tua esistenza.

Attraverso la metafora dello sport o hobby o sfida professionale nelle quali decidiamo di sperimentarci  e di metterci alla prova come Esseri Umani, possiamo portare nuove opportunità di apprendimento per risvegliare l’Anima che custodisce la nostra vera Essenza naturale e dove risiede tutto il nostro Potenziale.

Questo è il BoB & Performance B’s P e l’obiettivo sei Tu!